Daniel-ClivetRSCaro lettore, ti saluto con la pace del Signore.
Attraverso questo breve scritto desidero farti conoscere come il Signore si è rivelato alla mia vita; posso dire con certezza guardando indietro che il Signore ha avuto e continua ad avere un amore immenso, infinito per me; ancora in questa occasione lo ringrazio per la Sua bontà ed a Lui voglio dare tutta la gloria perché è stato misericordioso con me.
Sono nato in una famiglia di credenti, e ciò mi ha permesso di vedere già da ragazzo quanto bene è stato fatto nella vita di tutti quei cari con i quali si pregava e si lodava Il Signore. Oh quante opere potenti sono accadute nella vita di tutti coloro che hanno confidato in Dio, arrendendo le proprie vite a Dio ed io ne sono testimone. Questa realtà è stata di grande beneficio per me, in quanto essendo nato e cresciuto in ____,uno stato comunista, dove allora, tutto era controllato minuziosamente. Ricordo che a scuola si faceva spesso un censimento di tutti quei ragazzi che professavano un’altra religione, diversa da quella che lo stato comunista accettava, ovvero quella ortodossa. Nella mia classe ero il solo di fede evangelica pentecostale mentre una mia compagna professava il credo avventista. Ogni qual volta queste persone venivano per il loro controllo, interrompevano la lezione e chiedevano: “Chi è di un’altra religione?” e noi eravamo obbligati ad alzarci in piedi per rispondere. Queste espressioni che continuavano a sottolinearne una certa diversità mi facevano molto male, cosi mi rivolsi a Dio dicendo: “Signore perché mi sento a disagio ad alzarmi e rispondere a quella domanda? Perché mi vergogno di essere un cristiano?” Il Signore mi concesse subito una risposta incoraggiandomi: “Devi fare la mia volontà, vivere da figlio di Dio e non ti sarà difficile dire a tutti che sei Mio figlio!”
Riconosco che è stato bello mettere la mia vita nelle mani di Dio! E stato buono! Avevo 17 anni quando accettai il Signore Gesù come mio personale Salvatore e questa mia decisione è stata motivo di grande gioia per i miei genitori. Molti amici con i quali passavo del tempo insieme a giocare mi evitarono, guardandomi come uno “strano”. Nonostante per un giovane non sia bello essere allontanato non ero triste perché avevo la gioia del Signore nel mio cuore e tutto passava in secondo piano. A 18 anni decisi di scendere nelle acque battesimali scegliendo di fare anche un patto con il Signore, patto che rappresenta una promessa di fedeltà e servizio a Lui. Poco dopo ricevetti lo Spirito Santo.
Con gratitudine posso dire che il Signore ha benedetto grandemente la mia vita ed ancora oggi sono felice di appartenere a Lui! Potrei raccontare tanto perché la Sua Mano è stata costantemente con me e anche quando io non sono stato proprio un figliuolo ubbidiente Lui è rimasto fedele nei Suoi sentimenti per me. Tutto questo mi porta spesso a considerare spesso: “ma quanto ci ama il nostro Signore?!”
Nel ricordare e nel considerare quanto Dio ha fatto nella mia vita, Lo ringrazio per la Sua bontà!
Dio ti benedica!

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