Mi chiamo Daniele e sono un giovane di 22 anni. Fin dalla mia infanzia i miei genitori mi portavano in chiesa dove iniziai ad apprendere gli insegnamenti cristiani e le storie della Bibbia. Divenuto adolescente, iniziai a distaccarmi da quella realtà vivendo come gli altri coetanei e dedicandomi a molte occupazioni più o meno lecite per la stragrande maggioranza delle persone. Iniziai a considerare gli insegnamenti o episodi biblici come favole e storielle prive di valore. Lasciai la chiesa e troncai ogni contatto con i suoi membri pensando di conquistare la libertà, senza rendermi conto invece di essere rimasto incatenato. La conquistata libertà era soltanto una sensazione che durò per diversi mesi, durante i quali guardavo al futuro secondo le prospettive mondane, lavorando e nel contempo divertendomi a modo mio. Mi accorsi però che ogni giorno era identico all’altro, sempre la stessa routine, gli stessi problemi ed anche gli svaghi ormai non mi divertivano più. Sentivo di vivere la vita di un altro e non era quella che effettivamente desideravo. Questo sentimento di costante insoddisfazione generava in me rabbia e sgomento, soprattutto quando mese dopo mese, davanti al calendario, strappavo i fogli e consideravo quanto tempo stavo sprecando. Nacque cosi un pensiero nella mia mente, che divenne quotidiano. Ogni mattina ed ogni sera continuavo a ripetermi: “questa giornata non ha avuto senso”. I giorni divennero settimane e le settimane mesi, e quel sentimento d’insoddisfazione divenne pressante ed opprimente: “questa vita non ha senso”. Ognuno di noi reagisce diversamente a una tale e distorta presa di coscienza e io iniziai a rifugiarmi negli svaghi, sballi e nelle passioni che però non si riscontravano nella realtà e questo rendeva sempre più grande nella mia mente il pensiero: “questa vita non ha senso”. Come un piccolo e microscopico batterio crebbe in me il pensiero di porre fine a quella inutile esistenza, e con il passare del tempo divenne cosi forte da ossessionarmi e farmi credere che quella fosse l’unica soluzione. Iniziai così ad immaginare cosa si potesse provare nel suicidio e le volte che mi avvicinavo a quel momento avvertivo attimi di adrenalina che però subito dopo mi lasciavano ancora più depresso.
La prima settimana di agosto del 2013 iniziarono le mie ferie estive e, cercando di spezzare la routine, passai quella settimana guidando su e giù per l’ Italia. Approfittando del mio girovagare, mia sorella ormai prossima al matrimonio, mi incaricò di portare ad un campeggio cristiano alcune delle partecipazioni per gli invitati. L’ 11 Agosto, mio ultimo giorno di ferie (il giorno seguente avrei ripreso a fare le solite cose) fui vinto dai miei soliti pensieri che sfociavano nella più profonda insoddisfazione. Realizzai che quella era la sera per porre definitivamente fine alla mia sofferenza. Fu allora che in preda a rabbia, nervosismo ed insoddisfazione, feci una preghiera contorta rivolgendomi a quel Dio nel quale non ero convinto di credere e dissi: “io non c’ entro niente con Te e Tu non c’ entri niente con me, se esisti però risolvimi Tu questi problemi”.
Solo ora realizzo che talvolta proferiamo cose che non pensiamo; in quell’istante, infatti, stavo facendo una richiesta straziante di aiuto a Dio. Egli non considerò le mie parole ma ascoltò il grido d’aiuto che proveniva dal cuore. Tornai in camera e dei ragazzi mi videro piangere e sebbene non ci conoscevamo abbastanza pregammo insieme. Quella sera il Signore mi salvò spiritualmente e fisicamente, impedendo così quel gesto estremo. Soltanto dopo alcune settimane mi resi conto di tale liberazione. In un attimo, mentre lavoravo, come fosse un flash, mi accorsi che la sera dell’11 agosto, non avevo portato a termine il proposito di togliermi la vita, ringraziai allora Dio e continuo a farlo ogni giorno, perché operò in modo potente nel mio cuore e nella mia mente donandomi la vita.
Caro amico che leggi, mi chiamo Daniele, ho 22 anni e sono rinato l’11 agosto del 2013. La mia costante preghiera per questa nuova vita è volta a chiedere di poterla spendere alla gloria di Dio fino alla fine dei miei giorni, crescendo sempre più nelle sue vie.
Il Signore ti benedica!

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