“Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più. Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciata. Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete miei discepoli.
Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore. Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa.” Giovanni 15:1-11

Questo insegnamento di Gesù ai suoi discepoli è di particolare bellezza per il modo in cui Egli riassunse il succo della vita cristiana in poche parole. Non mancava molto alla sua crocifissione ed egli conosceva il bisogno dei discepoli di essere incoraggiati a camminare secondo determinati consigli. Poterono così capire che nonostante vissero e dimorarono con Cristo per diversi anni questo non fosse nella realtà paragonabile al dimorare “in” Lui. Questo aveva un significato enorme per loro, perché Gesù non sarebbe più stato soltanto un irraggiungibile esempio da seguire, ma la fonte stessa della loro vita. Se prima osservandolo si sono imbattuti nelle proprie limitazioni, da quel giorno dimorando in Lui avrebbero visto la potenza di Dio superarle per grazia. Tutto ciò è fondamentale anche per noi, perché tutt’ora è possibile godere di questa più importante dimora. Difatti come Gesù spiega, quando veniamo rigenerati tramite il lavacro del suo sangue, diventiamo come tralci innestati nella vera vite, cioè in Cristo stesso. Tralasciando la spiegazione capillare di ogni personaggio e componente di questa similitudine ciò che ora ci interessa capire è che la vita, la forza e i frutti provengono dalla vite stessa, sono la naturale conseguenza del perfetto innesto operato dal Padre. La grazia di Dio non può assolutamente essere riassunta in rinunce e sforzi personali, non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti (Efesini 2:9), essa è grazia, e la sua essenza trova la massima applicazione in una vita di totale arrendimento. Un cristiano arreso nelle mani di Dio è un tralcio nelle mani del sommo vignaiuolo che viene ben innestato perché consapevole della propria dipendenza dalla vite.
Ogni frutto cristiano dipende quindi dalla nostra dimora in Cristo (v.4). è necessario che guardiamo le cose nel verso giusto e ci esaminiamo per capire quale tipo di rapporto stiamo coltivando con Gesù. Se non portiamo frutto domandiamoci, “sono innestato nella vera vite? Dimoro in Cristo e nel suo amore oppure la mia proclamazione di fede non è seguita da una vita in totale arrendimento?” Cari, viviamo secondo questo semplice quanto fondamentale principio biblico e vedremo nascere del vero frutto Spirituale rallegrandoci in Cristo per esso (v.11). Dio vi benedica.

A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire irreprensibili e con gioia davanti alla sua gloria, al Dio unico, nostro Salvatore per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, siano gloria, maestà, forza e potere prima di tutti i tempi, ora e per tutti i secoli. Amen.” Giuda 24-25

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