La musica è qualcosa che indubbiamente piace a tutti noi; se ne ascolta molta, specie in ambito giovanile. C’è chi suona e canta per passione, c’è qualcuno che pur piacendogli non lo fa perché si considera stonato, c’è chi lo fa per esibirsi. Le motivazioni possono essere diverse.
Una cosa importante da dire a riguardo è questa: la musica ha un potere impressionante, ha la capacità di influenzare le nostre convinzioni e le nostre emozioni. Essa può essere usata bene ma può anche essere usata male. Molti uomini hanno diffuso il loro pensiero servendosi della musica (sociale, sentimentale, politico), non ultimo, anche uomini mal intenzionati, sottoposti al principe delle potestà dell’aria, il diavolo, l’hanno usata per comunicare messaggi satanici. Non ultimo, essa è anche un ottimo strumento per mettere in musica parole che lodano il Signore e testimoniano della nostra fede in Gesù. Di ogni cosa se ne può fare un buon o cattivo uso.
Facciamo alcune considerazioni:

  1. UN DONO DA USARE SAGGIAMENTE
    La musica è uno dei doni di Dio, essa da impulso alla lode a Dio, aiuta a meditare e a riflettere, suscita emozioni, rilassa, risveglia sentimenti sopiti, ed è un valido aiuto per chi non è abituato a comunicare i suoi sentimenti. Dedicare una canzone alla persona della quale si è innamorati, solitamente, è il primo passo per rivelare i propri sentimenti.
    Anche nella Bibbia si nota l’importanza del canto e della musica quale espressione dei propri sentimenti nei confronti del Signore (Salmo 68:24-26; Giudici 5:16; I Samuele 16:23; 18:6,7; Salmo 45:8).
    Bisogna tener conto che la caduta dell’umanità nel peccato ha comportato una distorsione malefica anche nell’uso della musica, sfruttata anche dal diavolo per ammaliare e stordire le menti (Isaia 23:15,15; Amos 6:5,6), per diffondere l’idolatria (Daniele 3:15), in definitiva, per innalzare se stesso al posto di Dio (Ezechiele 28:13-15).
    Ascoltare musica non è in se stesso sbagliato: ciò che conta è quale messaggio si riceve e quali effetti essa produce in chi l’ascolta. Dobbiamo ammettere che certi temi che vengono diffusi attraverso la musica non inducono ad uno stile di vita santo! Ci sono testi che spingono al piacere di una vita disordinata, senza alcuna regola, propongono il libertinaggio come stile di vita; altri che approvano l’immoralità, che incoraggiano all’uso di droghe, che provocano dei movimenti sensuali. Indubbiamente questo ed altri generi di musica non mi porteranno “MAI” a cercare Dio né a lodarlo (cfr. Colossesi 3:17; I Corinzi 10:23). Alcune canzoni, poi, con le loro parole ripetitive, celano anche autentici messaggi o invocazioni sataniche che, accompagnate da una musica orecchiabile, s’imprimono nella mente di chi l’ascolta.
    Consideriamo alcune cose:
    - La musica destinata ai giovani ha come obiettivo principale riempire a dismisura le tasche dei produttori;
    - Il produttori musicali creano in questo modo dei modelli da imitare e da regalare a quella gioventù in crisi che è ancora priva della propria identità; così facendo essi possono trovare nel modello uno che li capisce, li comprende e fa sentire al mondo la voce dei suoi fan;
    - Altro non è che vendita di illusioni! Chi ti comprende davvero ed è capace di consolarti, aiutarti, formarti come uomo, non è un modello imperfetto con una vita rovinata (… …), ma è Cristo Gesù (cfr. Salmo 139).
  2. IL CANTO NEL CULTO CRISTIANO
    Non tutta la musica è pericolosa! Gli angeli alla creazione lodavano il Signore (Giobbe 38:7); alla nascita di Gesù una moltitudine dell’esercito celeste lodava Iddio (Luca 2:8-15). Innalzare il nome del Signore mediante il canto reca sempre benefici all’anima, al di là del luogo o della circostanza (Salmo 32:7; 149:5; Atti 16:25; Giacomo 5:13).
    Il canto è parte integrante del culto cristiano (Ebrei 2:12; Colossesi 3:16; Romani 15:6). Non è opportuno rimanere a bocca chiusa durante il servizio che offriamo al Signore. Il Signore accetta e gradisce il canto della Sua chiesa anche se tra le fila di essa possa esserci un figlio stonato. Al Signore spetta la nostra lode (I Cronache 16:25; Salmo 145:3).
    La Scrittura parla di canto accompagnato da strumenti (salmo 33:2; 150:3-5; Isaia 30:29). Va tuttavia precisato che la Bibbia afferma la preminenza del canto sulla musica (Salmo 68:25; Marco 14:26; Apocalisse 5:9). Non la musica, ma le parole esprimono la nostra fede e proclamano un messaggio chiaro (cfr. Isaia 6:3). La musica, se sovrasta il canto, non comunica nessun messaggio, ma rimane soltanto un suono capace di suscitare pensieri ed emozioni.
    Cantare al Signore è un segno evidente che stiamo esaltando le Sue virtù ineguagliabili; ciò non deve confondersi con le canzoni d’amore che si dedicano agli innamorati. Il nome del Signore va espressamente dichiarato (Esodo 15:2; Salmo 22:25; 96:2; 100:4); i testi devono essere conformi all’insegnamento biblico (Salmo 119:54; Colossesi 3:16).
    Purtroppo il panorama canoro di questi ultimi tempi lascia molto a desiderare:
    - Musica mondana “cristianizzata” dalle parole del testo canoro;
    - Povertà del testo canoro, che spesso ripete sempre le stesse parole;
    - Ecumenicità. Quasi sempre i moderni cantici, sono caratterizzati da relativismo dottrinale e potrebbero essere cantati da tutti.
    Non dobbiamo giammai dimenticare che il canto cristiano deve mirare a tre scopi basilari: lodare Iddio, edificare i credenti e testimoniare ai perduti (Salmo 40:3; I Corinzi 14:26; Efesini 5:19; Ebrei 2:12).
    Inoltre bisogna ricordare e affermare che il Nuovo Testamento non parla del ministerio della musica né del worship leader, piuttosto la Bibbia dice che ogni credente è un sacerdote spirituale e un cantore sacro (I Pietro 2:5,9; Ebrei 13:15).
  3. IL LIMITE DELLA MUSICA
    L’uso della musica nelle riunioni di culto supporta in modo pregevole i credenti a esprimere la lode dovuta al Signore, favorendo un sano coinvolgimento; si deve però ricordare che essa non è indispensabile nell’opera della salvezza, né rappresenta la parte centrale dell’adorazione (Atti 2:42; 19:8; II Timoteo 4:2). Dinanzi ad ogni estremismo e sconfinamento di ruolo, è giusto ricordare che soltanto la Parola di Dio è potente a trasformare il cuore e la vita delle persone, non la musica o altre forme di arte religiosa (Giacomo 1:18; I Pietro 1:23). Uno degli esempi più vividi, lo abbiamo nella storia di Saul re d’Israele (I Samuele 16:16,23; 18:10,11; 19:9,10). La musica lo calmava ma non lo cambiava. Anche oggi un cantico ci può calmare, emozionare, lenire qualche dolore interiore, far piangere, ma non ci può trasformare né cambiare la nostra condizione; questo può farlo solo il Signore (Salmo 62:1).

Alla fine di questo studio vogliamo proporci di ascoltare musica cristiana, con testi che ci portano a lodare il Signore e ad avvicinarci a Lui; anche in questo campo eliminiamo tutto ciò che non ci edifica. Inoltre usiamo lo strumento più prezioso che Dio ci ha dato per lodare il nome suo, le nostre corde vocali e ricordiamoci che solo Gesù mediante la potenza della Sua Parola e del Suo Spirito può toccare e cambiare i cuori e le vite.

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