FrancoMi chiamo Francesco Esposito, sono nato e cresciuto in una famiglia cristiana, in cui si insegnano fino ad oggi i sani principi della Parola di Dio. Mi piace affermare che sono cresciuto un po’ “sotto una campana di vetro”, scegliendo di non fare quelle esperienze brutte che oggi sono la causa di dolore per molte persone e famiglie. I miei genitori si volevano bene, si rispettavano, in casa c’era armonia… In casa! Dentro di me però, con il passare degli anni e durante la fase adolescenziale, cresceva sempre più un senso di insoddisfazione.
Qualcuno si domanderà, come è possibile che un ragazzo a 15 anni sia insoddisfatto?! Io non lo so spiegare, so che mi sentivo insoddisfatto ed avevo paura del domani. La sera, prima di andare a dormire, nella mia mente sorgeva un pensiero: “e se non mi sveglierò, che fine farò? Andrò all’inferno per tutta l’eternità, senza possibilità di salvezza!” Questo pensiero mi accompagnava di continuo, tanto da riuscire ad addormentarmi solo in tarda notte!
Nascendo e vivendo in una famiglia cristiana era normale frequentare la chiesa e, nell’essere presente ai culti, ascoltare insegnamenti circa il Signore Gesù, il Suo ritorno ed il rapimento della Chiesa secondo quanto è scritto nella Bibbia: “perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d´arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell´aria; e così saremo sempre col Signore.” (I Tessalonicesi 4:16,17) Il Giorno che Gesù ritornerà non lo conosce nessuno, quindi è importante per ogni credente essere pronti per il suo ritorno e non essere lasciati qua sulla terra. Io, in quei momenti non mi sentivo pronto, anzi, mi sentivo sporco e carico di peccato. Sebbene avessi solo 15 anni e non avessi fatto chissà quali grandi errori umani e sociali, davanti a Dio, Il Santo sentivo il peso anche di una “semplice bugia”. Conoscevo il verso “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23) che avevo sentito predicare spesso dai pastori, studiato alla scuola domenicale e anche letto nella Bibbia, ma mi domandavo quale fosse il modo di poter afferrare questa salvezza e quale fosse la strada da intraprendere per giungere al cielo! Grazie a Dio si trovava nel verso successivo: “ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù”. (Romani 3:24)
Non potrò mai dimenticare quel giovedì 1 luglio 1999. Mi trovavo nei banchi della chiesa in quella che giudicavo una noiosissima serata di preghiera, quando dopo una breve meditazione, la chiesa andò in preghiera.
Qualche tempo prima, ricordo d’aver parlato con il mio monitore proprio della salvezza ed al suo invito di chiedere a Dio di essere salvato risposi che la possibilità di essere salvato non c’era, in quanto ero ormai certo del fatto che Dio non mi volesse più presso di Lui, che si era stancato di me e che quindi non ci sarebbe stata Salvezza per me! Oh quanto ero lontano dalla verità… La Parola di Dio infatti afferma che: “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.” (Giovanni 3:16,17).
Cos’altro c’era di complicato?? Niente!… Dio mi ha amato così tanto che, vedendomi perso nel peccato, ha mandato Suo figlio Gesù a darsi in croce per i miei peccati! Cosa avrei dovuto fare per avere questa salvezza? Semplice, Dio mi diceva anche questo: “perché, se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore e avrai creduto con il cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti con il cuore si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa confessione per essere salvati. Difatti la Scrittura dice:«Chiunque crede in lui, non sarà deluso».” (Romani 10:9-11) Compresi che a me toccava solo credere con il cuore e confessare i miei peccati a Lui! Ricordo che in quella preghiera facevo di tutto tranne che cercare il Signore. Ma mentre aspettavo impazientemente che il pastore concludesse la riunione, in modo del tutto eccezionale, venne fatto un appello per la salvezza. Ad oggi posso dire con certezza che in quella sera Dio cercava me! Il mio monitore mi incoraggiò a rispondere all’appello e mettere alla prova Dio. Le sue parole furono: “Vai avanti! Metti alla prova Dio! Accertati se è Lui che non ti vuole come dici, o sei tu che non lo cerchi con un cuore sinceramente affamato di salvezza!” Per chi mi conosce sa che sono un ragazzo un pò combattivo… andai avanti e pregai il Signore con un tono quasi di sfida, dissi: “Signore, io sto qua, so di essere un peccatore e di meritare solo la morte eterna, ma mi appello al sacrificio del Tuo figliuolo Gesù Cristo ed è per i Suoi meriti che ti chiedo di perdonarmi e salvarmi!” Fù così che in quella momento sentii il perdono, la Sua presenza, l’amore e l’approvazione di Dio! Uscii dalla chiesa con un cuore nuovo, con una visione diversa, ma ancor di più con la certezza d’aver messo la mia vita e la mia sorte eterna nel forziere più sicuro che esistesse: nelle mani di Gesù! E da Lui non ho intenzione di staccarmi! Credimi, è un esperienza che non si può spiegare a parole, va provata!
In questi anni di fede ci sono stati alti e bassi, difficoltà, prove; sono anche venuto meno, ma la benefica mano di Dio è stata sempre sulla mia vita sostenendomi, riprendendomi, incoraggiandomi con fedeltà ed amore. Oggi, mi capita spesso nei miei momenti di riflessione, di fermarmi a considerare quale grande dono Dio mi abbia fatto. Io, “l’ingiusto per eccellenza” giustificato per grazia dai miei peccati, e questo perchè un giorno Gesù, l’ Eterno Figlio di Dio, ha lasciato la gloria del cielo, dove veniva continuamente adorato dagli angeli, per venire qui in terra e farsi uomo, familiare con la sofferenza in quanto a fame, sete, caldo, freddo, maltrattamenti, offese, finanche la crocifissione, non prima d’aver subito anche tradimento e rinnegamenti. Anch’io con i miei comportamenti ed i miei peccati offendevo Dio, ma la cosa meravigliosa è sapere che quando, pentiti e contriti, ci rivolgiamo a Lui chiedendo di perdonarci Egli non mostra un viso accigliato, ma è amorevole e misericordioso, pronto a purificarci come dice la Sua Parola: “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana”. (Isaia 1:18)
In conclusione voglio continuare a ringraziare Dio per tutto ciò che fa per me, perchè ha risposto tante volte alle mie preghiere, ma ti confesso che desidero imparare a ringraziarlo più per le preghiere che non ha esaudito, perchè credo che Egli, nella Sua onniscienza e sapienza sappia cosa sia meglio per la mia vita. Così desidero ancora sottomettermi a Dio e continuare a dare a Lui gloria in eterno! “E ho questa fiducia che colui che ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.” (Filippesi 1:6)
Dio ti benedica!

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