“L’Eterno disse a Mosè: Parla ad Aaronne, tuo fratello, e digli di non entrare in ogni tempo nel santuario, di là dal velo, davanti al propiziatorio che è sull’arca, onde non abbia a morire; poiché io apparirò nella nuvola sul propiziatorio”
(Levitico 16:2).

Ad Aaronne fu espressamente negato di entrare al di là del velo, nel luogo santissimo, come aveva fatto per l’addietro; divieto che noi credenti del Nuovo Patto non troviamo mai nel Nuovo Testamento (Ebrei 10:19). Il divieto fu dato per un motivo: “perché non avesse a morire”. Già due dei suoi figli erano morti mentre si accostavano alla presenza del Signore (cfr. Levitico 10:1,2), ora poteva rimetterci la vita Aaronne stesso. Questo perché Aaronne vi entrava in un tempo sbagliato (Levitico 16:34 cfr. Ebrei 9:6,7) e con una modalità sbagliata (cfr. Levitico 16:3-34); prima di entrarvi doveva compiere tutto un rituale particolare.
Tutto questo rituale è estraneo al Nuovo Testamento e al culto che offriamo al Signore, però permane il principio della giusta attitudine che dobbiamo avere nello stare alla presenza del Signore (Ebrei 12:28)!

  1. IL PRIVILEGIO DELLA LIBERTA’ CHE ABBIAMO IN CRISTO
    Le norme e il divieto al quale Aaronne doveva sottoporsi avevano un senso (Ebrei 9:8), poi il Sommo Sacerdote dei futuri beni ha definitivamente aperta la via (Matteo 27:50,51; Ebrei 10:19-22). Questo vuol dire che l’Opera espiatoria di Cristo Gesù conferisce a tutti i credenti la libertà di accostarsi alla presenza di Dio, nel “luogo santissimo”:
    – Senza la necessità di intercessori (I Timoteo 2:5);
    – In qualità di sacerdoti (I Pietro 2:5; Ebrei 13:15; Apocalisse 1:4-6);
    – Avendo ricevuto lo spirito di adozione (Romani 8:15; Efesini 1:5);
    – Con i diritti legittimi dei figli (Giovanni 1:11-13);
    – Per mezzo di Cristo Gesù (Romani 5:11; I Pietro 2:5). 

    L’Opera di Cristo Gesù è così gloriosa e profonda che in un certo qual senso ha provveduto la “confidenza” ad ogni credente di accostarsi a Dio Padre senza terrore (Ebrei 10:22). Per confidenza s’intende unicamente quel ch’è il significato positivo del termine: familiarità; amichevole intimità.

  2. L’ABUSO DELLA LIBERTA’ CHE ABBIAMO IN CRISTO
    Il termine abuso ha a che fare con l’eccedere nell’uso, usare male; questo capita perché nella società in cui viviamo non sappiamo apprezzare più il valore delle cose: è tutto flat, free, senza limiti. Con poco abbiamo molto! Siamo sempre connessi, sempre disponibili per qualsiasi comunicazione. Certo che tutto questo nel campo tecnologico è stato sinonimo di grande progresso, ma se si assume questa mentalità per le cose spirituali è un danno (cfr. Levitico 16:2)!
    Oltre alla “buona confidenza” provveduta da Gesù, ce n’è una cattiva, dovuta all’abuso della libertà che abbiamo in Cristo: quando si perde il senso della presenza di Dio, del sacro; quando viene a mancare il riguardo che si deve alle cose del Signore. Tutto questo può essere sintetizzato con alcuni termini: superficialità, distrazione, disordine …; sono tutte cose che non si addicono a dei figliuoli di Dio e al servizio che rendiamo al Signore. Quando Pietro andò incontro a Gesù ebbe riguardo per la Sua presenza (Giovanni 21:3-8).
    Tranquillizzo subito tutti: nessuno morrà fisicamente se fa un cattivo uso della libertà che abbiamo in Cristo, il problema è il rischio di morte spirituale (cfr. I Corinzi 11:30).
    – Durante il culto Gesù è in mezzo a noi (Matteo 18:20);
    – La vita cristiana non è antropocentrica ma è Cristocentrica (Giovanni 3:30; Filippesi 2:11);
    – La fedeltà alla Parola è la condizione irrinunciabile per vedere la gloria di Dio (Ebrei 2:1-4). 

    Laddove sotto il profilo spirituale ci siano state delle vittime a motivo dell’abuso della libertà che Cristo ci ha provveduto per entrare alla presenza di Dio, noi questa sera possiamo invocare il Signore che compia un miracolo (Ezechiele 37:1-10 cfr. Salmo 110:3).

  3. LA POSSIBILITA’ CHE ABBIAMO IN CRISTO
    Non solo possiamo accedere alla presenza di Dio, sempre, ogni qual volta abbiamo bisogno, abbiamo il desiderio, vogliamo ristorarci … … abbiamo la libertà, ma è pur vero che per l’Opera di Cristo Gesù, siamo diventati il tempio di Dio (I Corinzi 3:16,17; 6:19). Questa è la più grande benedizione che un figliuolo di Dio può gustare: la Sua presenza (cfr. Salmo 23:1-3; 27:4; 62:1,2 ecc.)! Visto che il Signore è sempre con noi ci sono delle gloriose possibilità (Matteo 28:20):
    – Essere soccorsi (Ebrei 4:14-16); quindi non aver paura di nulla né tantomeno diventare vittime dell’ansia;
    – Riportare la vittoria sull’avversario (I Giovanni 2:14);
    – Essere portatori del Regno di Dio (Luca 10:8-11; 24:48,49);
    – Ricevere nuove effusioni di Spirito Santo (Atti 2:1-4; 4:31; Efesini 5:18);
    – Perseverare fino alla fine (Filippesi 1:6 cfr. I Corinzi 7:25; I Tessalonicesi 4:15-17). 

    Il divieto rivolto ad Aaronne ha per i credenti del Nuovo Patto un grande insegnamento: se desideriamo una vita ripiena della pienezza di Dio (cfr. Efesini 3:19), non possiamo sottrarci dal vivere con un santo timore di Dio nel cuore. La vita che conduciamo, il servizio che offriamo al Signore … deve essere santo.
    Ogni qual volta il popolo di Dio si è attenuto alle prescrizioni del Signore ha visto sempre tempi di risveglio e la manifestazione della gloria di Dio. Se vogliamo essere ancora credenti, comunità ed un popolo benedetto, apprezziamo e ringraziamo il Signore per la libertà che ci ha provveduta di accostarci al Padre, nel luogo santissimo, viviamo responsabilmente senza abusare della libertà, poiché Cristo ci ha provvedute delle gloriose opportunità.

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