“C’è qui Eliseo, figlio di Safat,
il quale versava l’acqua sulle mani d’Elia”

(II Re 3:11)

Eliseo è stato uno dei più grandi profeti in Israele. Uomo usato da Dio per parlare al Suo popolo, ma anche per operare dei miracoli. Il profeta per antonomasia è Elia (cfr. Matteo 17:3,4), eppure Eliseo ha compiuto diversi miracoli in più a quelli compiuti da Elia e sono:

  • La divisione delle acque del Giordano (II Re 2:12-14;)
  • Il risanamento delle acque della sorgente di Gerico (II Re 2:19-22);
  • L’olio della vedova (II Re 4:1-7);
  • La risurrezione del figlio della Shunamita (II Re 4:17-37);
  • La minestra risanata (II Re 4:38-41);
  • La moltiplicazione dei pani (II Re 4:42-44);
  • La guarigione dalla lebbra di Naaman il Siro (II Re 5:1-14);
  • Gheazi ricoperto di lebbra (II Re 5:27);
  • La scure ritirata dal Giordano (II Re 6:1-7);
  • I Siri colpiti di cecità (II Re 6:18).

Questi primi capitoli del II libro dei Re sembrano proprio le pagine dei Vangeli; infatti Eliseo sembra essere il profeta dell’Antico Testamento più simile a Gesù. Eppure, il principio del suo servizio a Dio in cosa consisteva? VERSARE L’ACQUA SULLE MANI DI ELIA … …!!!!!!!!!!!! Questo era il lavoro di un servo. Infatti non si può essere profeta se non vi sono le attitudini del servo. Non ha fatto e detto la stessa cosa Gesù (Marco 10:45)? Nessuno potrà mai indossare la corona se prima non indossa il grembiule.
Attraverso la storia di Eliseo vediamo quali sono le caratteristiche di un servo del Signore “autentico”:

  1. SI CONTRADDISTINGUE PER L’UMILTA’
    Dio disse ad Elia che Eliseo sarebbe stato il suo successore nel ministerio profetico (I Re 19:15,16). Elia passò dalle parti di Eliseo e con un gesto simbolico, chiaro ed inequivocabile, lo chiamò al suo seguito. Da notare il tempo in cui Eliseo venne chiamato, mentre lavorava; infatti il Signore non si serve dei pigri (I Re 19:19-21). Dopo una chiamata simile c’è da chiedersi chissà quale incarico ora gli sarà affidato. Innanzitutto sarà presentato davanti alla nazione come il prossimo profeta, “il futuro”; poi certamente gli saranno date delle occasioni per predicare, farsi conoscere e perché no, “farsi valere”. Giovani cari, niente di tutto questo, il suo servizio era versare l’acqua sulle mani di Elia quando questi si lavava le mani. Sicuramente in casa di Eliseo c’erano dei servi che versavano l’acqua sulle sue mani quando lui si lavava le mani; la sua era una famiglia ricca, avevano dodici paia di buoi, erano molto ricchi. Il figlio del generale è diventato soldato semplice. Qui vediamo un qualcosa che non deve essere mai dimenticato: servire il Signore è anche servire i servi del Signore (cfr. Esodo 33:11). Oggi viviamo in un contesto dove tutti vogliono fare i generali, dimenticando che la nostra chiamata è essere dei buoni soldati (II Timoteo 2:3). È la via dell’apprendista, di chi sta a fianco per imparare, fare esperienze, crescere.
    L’attitudine del servo è quella di disponibilità totale, disponibilità nelle cose minime, disponibilità nel servire dietro le quinte. Imparare a fare quello che c’è bisogno di fare e non solo quello che si vuole fare. Come posso servire Dio nella comunità?
    –  Se vediamo qualcosa fuori posto, una carta a terra, mettiamo in ordine; facciamolo come un servizio per il Signore;
    –  Sistemiamo gli innari tra i banchi di chiesa;
    –  Se c’è bisogno di un lavoro di manutenzione … facciamolo;
    –  Stare a fianco di chi combatte in prima linea intercedendo (cfr. Ecclesiaste 9:10).
    Non solo questo è servizio, ma rivela se in noi ci sono le attitudini del servo: l’umiltà.
  2. SI CONTRADDISTINGUE PER LA NECESSITA’ DI RICEVERE POTENZA DALL’ALTO
    Un uomo ch’è stato chiamato da Dio a servirLo, non confida in alcun modo in se stesso e nelle sue capacità. Intanto il secondo capitolo di II Re ci fa vedere che Eliseo era determinato a seguire Elia in tutte le tappe che percorreva prima del suo rapimento (II Re 2:1-8); il vero motivo era ricevere qualcosa da Dio (II Re 2:9,20). Eliseo sapeva che il suo momento stava per arrivare, ma sapeva pure che non poteva cominciare se prima non avesse ricevuto la benedizione spirituale o l’eredità spirituale: “Ti prego, mi sia data una parte doppia del tuo spirito” (si può anche tradurre, mi sia data una parte doppia dello spirito che è su te).
    La parte doppia era la parte che il padre che spartiva l’eredità assegnava al figlio primogenito (Deuteronomio 21:17). Oltre a maggiori ricchezze, il figlio primogenito ereditava anche la posizione del padre, divenendo il capo famiglia (cfr. Genesi 49:1-4; 35:22). Eliseo sta chiedendo questo ad Elia, il diritto di succedere a lui nel ministerio profetico ricevendo un’eredità spirituale, “la doppia parte dello Spirito che è su te”. Chi è stato chiamato da Dio lo sa che non può fare al meno della presenza, della potenza e della guida dello Spirito Santo (Atti 1:8; Filippesi 4:13). Questa consapevolezza e questo bisogno spinge i discepoli di oggi a non fermarsi e a non stancarsi nella preghiera, nello stesso modo in cui Eliseo non si fermava dal seguire Elia (Atti 1:12-15; 2:1). E questi erano stati chiamati da Gesù … …!
    Ancora oggi nella Chiesa del Signore c’è bisogno di servitori, di operai e di soldati ripieni della potenza dello Spirito Santo (Efesini 3:19; 5:18). La preghiera, l’attesa e la perseveranza di Eliseo non vennero disattese, anzi, ricevette da Dio quanto richiesto (II Re 2:11-15). Credici, sarà così anche per te.
  3. SI CONTRADDISTINGUE PER LA FEDELTA’
    Ricevuta l’eredità spirituale Eliseo non sente l’esigenza di riformare e rivedere un po’ né il ministerio, né i suoi scopi e neppure il culto levitico in Israele. Non sente la necessità di cambiare nulla. Eppure era più giovane, aveva più strumenti a disposizione, era anche ricco e dunque poteva attingere alle casse della famiglia. Ma per quale motivo oggi in alcuni ambienti si sente tanto l’esigenza di cambiare? Ho sentito dire dalla bocca di un lattante spirituale questa frase: sono contento di questa progressione riformista …. Quando Eliseo si trovò davanti al Giordano non fece affidamento sulle possibilità economiche che aveva per costruire un ponte, ma prese il mantello di Elia, lo arrotolò come fece Elia, percosse le acque come fece Elia, invocò l’Iddio di Elia e il Signore continuò ad operare come per l’addietro (II Re 2:8,14). Questa si chiama fedeltà (Atti 9:36-40 cfr. Marco 5:36-43)! Abbiamo ricevuto dal Signore un modello, modello rivelato nelle Scritture, è quello che dobbiamo continuare a seguire. Lo sfrenato bisogno di cambiare, riformare trova radici in un profondo vuoto spirituale che giammai alcuna cosa potrà mai compensare e, non ci si rende conto che così facendo perdiamo di vista il modello, cadendo nell’infedeltà. Un uomo chiamato da Dio per rimanere un uomo di Dio dev’essere un uomo fedele (Proverbi 20:6; 28:20).

Ricordiamoci quali sono state le origini del ministerio profetico di Eliseo: versare l’acqua sulle mani di Elia. Non disprezzare il giorno delle piccole cose. Impariamo tutti a servire il Signore nelle cose minime e di farlo con fedeltà, poi il Signore ci affiderà cose più grandi. Capiterà che i fratelli più grandi dovranno lasciare il testimone e accadrà così: Dio lo prenderà e lo darà a te.

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