“… quanto a me e alla casa mia, serviremo all’Eterno”
(Giosuè 24:15)

Qual è il senso della vita, è una domanda che si affaccia nella mente dell’uomo intorno all’età dell’adolescenza. È spesso una domanda alla quale non si riesce compiutamente a rispondere e, per questo motivo, nella maggior parte dei casi viene rimandata.
I giorni passano; l’adolescente s’avvia all’età adulta e, man mano che raggiunge qualche tappa, pensa di trovare in essa la risposta: raggiungere la maggiore età; dare la maturità; innamorarsi; laurearsi; lavorare per godersi la vita; pronunciare il fatidico si; avere dei figli; ecc. ecc. . Il problema è questo: il tempo passa e alla domanda abbiamo dato vanamente tante risposte che non hanno colmato l’esigenza della domanda stessa. Di questo passo, presto nella vita si arriva alla conclusione Salomonica, “… tutto è vanità …” (Ecclesiaste 1:1-3,14). Che senso ha questa vita? Nascere, crescere, lavorare, procreare, invecchiare … per poi morire; è inutile, assurdo (cfr. Ecclesiaste 2:17)!
Le linee guida per dare una risposta a questo grande interrogativo della vita non lo cercheremo presso gli scaffali della sapienza umana (filosofia; sociologia; antropologia; ecc.), ma nell’ispirata e infallibile Parola di Dio, la Bibbia.
La risposta della sapienza umana:
Tu discendi da una minuscola cellula protoplasmatica che nuotava nell’oceano tre miliardi e mezzo di anni fa. Sei il goffo e arbitrario prodotto del tempo, del caso e delle forze naturali. I tuoi parenti più stretti ciondolavano dagli alberi e mangiavano cracher negli zoo.
Sei una semplice combinazioni di particelle atomiche, un conglomerato di sostanza genetica. Esisti su un pianeta minuscolo in un minuscolo sistema solare di un’oscura galassia, in un angolo remoto e vuoto di un universo immenso, freddo e privo di significato. Fluttui, in uno spazio privo di vita, senza uno scopo, senza controllo, senza meta e senza alcun altro destino che la distruzione finale.
Sei un’entità puramente biologica che si distingue da un microbo, un virus o un’ameba solamente per grado, ma non per genere. Non hai sostanza oltre al corpo, e alla morte cesserai di vivere completamente. Tutta la tua vita è confinata a un fragile corpo che vaga senza meta in un mondo piagato dalla guerra, dalle carestie e dalle malattie. Chissà se questo mondò si distruggerà prima della fine dell’inutile esistenza umana?
In breve: vieni dal nulla, non sai dove vai e finirai il tuo breve viaggio cosmico tre metri sotto terra, dove sarai roso dai vermi e ridotto in cibo per batteri (cfr. Ecclesiaste 8:16,17).

La risposta della Parola di Dio:
Tu sei la creatura speciale di un Dio buono e onnipotente. Sei il culmine della Sua creazione, il capolavoro del più grande artista dell’universo. Sei stato creato a Sua immagine, hai la capacità di pensare, provare dei sentimenti e adorare colui che ti ha posto al di sopra di ogni forma di vita. Sei diverso dagli animali, non solo per grado ma anche per genere. Non solo la tua razza è unica, ma anche tu sei unico nel tuo genere. Dio ha legato l’esatta combinazione di DNA e cromosomi che costituiscono il tuo codice genetico, rendendoti diverso da tutti gli altri, così come ogni fiocco di neve è diverso dall’altro.
Il tuo Creatore ti ama così tanto e tanto desidera la tua compagnia e il tuo affetto, nonostante la tua ribellione. Gesù Cristo ha dato la propria vita per te, affinché tu potessi trascorrere l’eternità con lui. Se sei disposto ad accettare il dono della salvezza, puoi diventare un figlio di Dio, il Re dell’universo. Come cristiano, sei rivestito della giustizia di Cristo. Egli ti ha dato dei doni e delle capacità speciali per servirlo in modo particolare e unico.
Il tuo Padre celeste è sovrano e non permetterà ad alcunché di intralciare il tuo cammino. Si prende cura di te al punto di essere completamente disponibile per te in ogni momento ed ascoltare ogni parola che dici. Si preoccupa profondamente delle tue ferite e ha un piano perfetto per la tua vita. Ti ha dato la Sua Parola perché ti servisse da mappa lungo il cammino della vita. Ti dà la verità che ti rende libero, una vita abbondante ed eterna, e una famiglia spirituale che ti ama ed ha bisogno di te.
Il tuo destino è di vivere per sempre in un regno magnifico, per regnare con Cristo sull’universo. Godrai per sempre della bellezza della Sua presenza e delle meraviglie del Suo creato. Trascorrerai l’eternità in comunione intima e gioiosa con il tuo amato Signore e con la tua preziosa famiglia spirituale (dalla Bibbia).

Comprendiamo dalle Scritture che la nostra vita ha un inizio e non avrà una fine, siamo stati creati non per morire, ma vivere per l’eternità, e la vita qui sulla terra è solo un “passaggio” (Salmo 90:10; 103:15 cfr. I Giovanni 2:17; Ebrei 9:27; Giovanni 5:24). A questo punto seguendo il percorso biblico, e nella fattispecie il nostro testo, proviamo a dare “il giusto senso” alla nostra vita: Servire il Signore.

  1. PRECLUDE UN’ESPERIENZA: La Nuova Nascita
    L’immagine della salvezza

    Giosuè prima di parlare della sua famiglia parla di se: “… quanto a me …”; potremmo dire che Giosuè era salvato. Della generazione uscita dall’Egitto lui e Caleb a motivo della fede, furono gli unici ad entrare nella Terra Promessa, potremmo dire ch’era entrato nel “regno di Dio” (cfr. Giovanni 3:5).Nessuno troverà giammai il senso della vita se prima non nasce di nuovo. La triste scoperta di tutti è che nessuna cosa, nessuna gioia, nessun successo ecc. ecc. ha carattere di stabilità (Cfr. Efesini 2:11,12). Solo la salvezza che il Signore dona è accompagnata dalla certezza della vita eterna e per questo da un vero, profondo, appagamento interiore (Giovanni 3:16,36; 17:3; 10:10).Cos’è la salvezza
    La nuova nascita non ha a che fare con lo sforzo umano di migliorarsi, né attraverso l’osservanza legalistica di alcune norme bibliche, ma con la consapevolezza e confessione dei propri peccati (Giovanni 3:6 cfr. Romani 7:15-24); è una grande frustrazione;
    La nuova nascita ha a che fare con l’Opera soprannaturale dello Spirito Santo (Giovanni 16:8; 3:8 cfr. Efesini 2:1,5,6);
    La nuova nascita è realizzabile per la sola fede (Romani 10:9,10; Efesini 2:8,9). 

    La domanda importante da farsi è questa: puoi tu dire come Giosuè “… quanto a me …” io servirò l’Eterno? Se non puoi dirlo è perché sei ancora perduto ed hai bisogno di salvezza.

    La salvezza dei familiari è una possibilità concreta
    Nella casa di Giosuè era accaduto qualcosa che tanti di noi desideriamo ancora: tutta la sua famiglia era salvata “… e alla mia casa …” (cfr. Atti 16:31). Erano una famiglia di salvati; non sappiamo quanti membri erano, ma ognuno si era convertito. Sappiamo che l’esperienza della salvezza è personale e non si tramanda da padre in figlio ecc. ecc., ma la sua possibilità è concreta (I Timoteo 2:4 cfr. I Corinzi 16:15).

  2. PREVEDE UNA SCELTA: La Consacrazione
    Restando nell’ambito familiare di Giosuè immaginiamo: Forse in famiglia si sono guardati in faccia ed hanno detto: cosa vogliamo fare della nostra vita? Che tipo di famiglia vogliamo essere? Oggi più che mai, in un tempo nel quale non c’è tempo per guardarsi in faccia, è buono trovare un attimo, magari proprio in questo giorno, per porsi la stessa domanda: cosa vogliamo farne della vita che il Signore ci ha donato?
    Forse senza neanche accorgercene presi dalla furia e dai bisogno della vita stiamo correndo appresso al vento, a qualche ambizione terrena. Ricordiamo insieme alcuni insegnamenti della Parola:
    Più ti vuoi consacrare e più troverai ostacoli sul tempo (Esodo 5:1,2,6-9 cfr. Giovanni 16:33);
    - Ricordiamoci che i beni di questa terra non garantiscono la vita (Matteo 16:26);
    - Gesù ci ha dato delle indicazioni da seguire precise (Matteo 6:33)Questo è lo scopo della nostra vita: siamo stati salvati per servire (Esodo 13:11,12). Oggi veniamo posti davanti ad una scelta (Giosuè 24:15); qual è la nostra risposta? Scegliamo oggi di consacrarci a Dio; di donare tutto noi stessi al Signore; di ubbidire al mandato affidatoci. Credenti separati dal mondo, appartati per Dio, onde essere usati per scopo sacro (cfr. Esodo 40:9,13-15; Levitico 8:11; Numeri 3:8).
    Quella di Giosuè non fu una scelta concertata o condizionata dagli altri, fu la sua scelta, fu la scelta della sua famiglia; siamo chiamati a scegliere indipendentemente da quello che decideranno gli altri; vogliamo dire no alla fede condizionata ed omologata, vogliamo una fede sincera (cfr. II Timoteo 1:5).
  3. PRESUPPONE IL BUON ESEMPIO: Una testimonianza Fedele
    Nella Bibbia non viene detto da nessuna parte come si chiamasse la moglie di Giosuè e quanti figli egli aveva, ma perché questa famiglia poté consacrarsi totalmente al Signore avrà anche ricevuto da Giosuè il buon esempio. Una goccia di buon esempio vale meglio di un mare di parole (cfr. I Timoteo 4:12). 

    Il buon esempio di Giosuè ci parla di una:
    Testimonianza Coerente
    Giosuè non diceva a casa sua solamente quello che la Bibbia dice, ma lo metteva in pratica nella sua vita. Come fu esortato dal Signore a meditare ogni giorno la Sua Parola senza scostarsene ne a destra e ne a sinistra, così fece. Uno dei nostri più grandi problemi è proprio la coerenza; che i nostri cari possano vedere che viviamo la vita cristiana a partire dalle mura domestiche.

    Testimonianza Gioiosa
    Per Giosuè non sarà stato un peso ritrovarsi davanti al popolo per guidarlo, incoraggiarlo, andare a combattere e neppure piegare le ginocchia quando a motivo dell’infedeltà del popolo subiscono una sconfitta (cfr. Giosuè 7 …); benché la storia biblica non riporta immagini di sorrisi sulle labbra, indubbiamente per Giosuè servire il Signore era motivo di grande gioia; una gioia che condizionò positivamente la sua famiglia: “… quanto a me e alla casa mia, serviremo all’Eterno”. Sapete che la nostra attitudine nel servire il Signore condiziona il resto della nostra famiglia? Signore facci riscoprire ogni giorno la gioia della Salvezza e fa che ti serviamo con gioia, anche quando il servizio prevede qualche rinuncia personale, proprio come fece il Tuo Figliuolo (Ebrei 12:2).

    Testimonianza Fedele
    il buon esempio di Giosuè non durò per un periodo più o meno lungo, ma dal giorno che il Signore lo chiamò a Sé e al Suo servizio, Giosuè è stato fedele fino alla fine dei suoi giorni (Giosuè 24:29-31). Notiamo che non morì unicamente un uomo, ma morì un servo del Signore.

    La vita di ogni uomo è di grande valore agli occhi del Signore (Giovanni 3:16), eppure comunemente l’uomo (qualche volta anche qualche credente) non ci pone mente; sembra che la vita non ha senso …! La tua vita ha senso se accetti il Signore; le nostre vite hanno senso se ci consacriamo ogni giorno; la nostra vita ha senso se testimoniando con fedeltà riusciremo ad “incoraggiare” altri a servire il Signore (I Corinzi 11:1). Quel valore che ognuno di noi ha sarà scoperto appieno unicamente quando tutta la nostra vita sarà nelle mani del Signore.

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