Entrate per la porta stretta, poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa.
Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano.
Matteo 7:13-14

Leggendo nei Vangeli, possiamo imbatterci in questo fondamentale (in quanto concernente la vita eterna) insegnamento di Gesù. Leggendo velocemente queste parole potremmo scoraggiarci perché sembrano annunciare difficoltà senza compromessi per il cristiano. Effettivamente Gesù non ha mai voluto fare grande numero di proseliti predicando una religione dai connotati leggeri, l’oggetto dei suoi discorsi è sempre stata la vera fede, caratterizzata dalla rinuncia a sé stessi, frutto di un’opera radicale nel cuore dell’uomo che Lo riceve. (Ezechiele 11:19; 36:26). Questo di conseguenza portava le folle ad abbandonarlo, ed anche i suoi discepoli, ancora novizi, gli contestavano: “Questo parlare è duro; chi può ascoltarlo” (Giovanni 6:60)?

Eppure Gesù non desiderava l’abbandono di quanti lo ascoltavano, le sue parole erano piuttosto di sprono: “ENTRATE per la porta stretta”! Il problema non era nel suo messaggio, vero, profondo e radicale, ma nella superficialità degli uomini, i quali ponendo attenzione sulle difficoltà rifiutano la grazia annunciata. Come scrisse Giovanni: È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto (Giovanni 1:11).

Vogliamo quindi, senza troppe pretese, rileggere le parole di Gesù, analizzandole alla luce di tutto il suo insegnamento.

La porta…è aperta!

La porta è stretta, è vero, il Signore lo disse chiaramente, e vedremo meglio cosa significa, potrebbe sembrare un divieto di accesso per molti, ma essa in realtà è aperta. Leggiamo: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, stando di fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici”. Ed egli vi risponderà: “Io non so da dove venite” (Luca 13:24-25)
Qui Gesù sta parlando tramite un linguaggio figurato della possibilità offerta da Dio (il padrone di casa) dì entrare nel suo Regno (la casa). La porta è chiaramente aperta, ed è la porta della grazia; essa è aperta per tutti! Dalle parole del Signore comprendiamo che il regno di Dio è diverso dai regni terreni. Esso infatti è come una casa; Gesù pone quindi enfasi sul rapporto intimo e personale tra il credente e Dio. In un regno terreno può entrare chiunque (cittadini, mercanti, forestieri… ecc.), in casa possono entrare solo familiari (Matteo 12:46-50) e amici (Giovanni 15:13-15). Per comprendere meglio il messaggio prendiamo uno dei passi più noti del Nuovo Testamento: Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16). Questo passo ci fa capire che la porta è aperta a tutti, Egli infatti ha amato il mondo, ma dietro al termine “chiunque crede” è facile comprendere l’attenzione di Dio nei confronti del singolo individuo. La salvezza è quindi personale e richiede una fede personale in Dio, che non deriva dall’appartenenza ad una famiglia o ad un particolare movimento religioso, ma mette in contatto diretto la creatura con il suo Creatore e Salvatore. La porta è stata aperta da Cristo Gesù sulla croce: “Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura” (Giovanni 10:9). Come mai allora la porta è stretta?

Quanto stretta è la porta…per i cammelli!

I Vangeli ci propongono un altro episodio interessante nel quale viene esaminata una porta apparentemente stretta nell’affermazione di Gesù: “È più facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio” (Marco 10:25). Molti esegeti hanno tentato di spiegare l’utilizzo di tali termini da parte di Gesù, e diverse sono le risposte più o meno accreditate. Ma ci vogliamo soffermare su un fatto. Gesù fece quest’affermazione in riferimento ad un giovane ricco che non volle rinunciare alle proprie ricchezze per seguirlo, anche se questo avrebbe significato guadagnare l’entrata nel regno di Dio. Il Signore non si stava esprimendo a sfavore delle ricchezze in sé, ma alla loro brama che rende infruttuosa la Parola di Dio nel cuore degli uomini (cfr. Salmo 62:10; Marco 4:19). Pietro ricorderà nello stesso episodio che loro (i discepoli) avevano rinunciato a tutto per seguire il Signore, il quale li rassicurò che le rinunce fatte per amore dell’Evangelo non rappresentano una perdita (Marco 10:28-31). Il fatto è proprio questo, la porta è stretta perché non possiamo entrare spiritualmente ambigui e gonfi di ogni desiderio, poiché l’amore per Cristo deve essere necessariamente esclusivo: “Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me” (Matteo 10:37).
Comprendiamo quindi che la possibilità di entrare in questa porta è direttamente legata alla via intrapresa per arrivarvi; il Signore cacciando coloro che bussavano alla porta affermò: “Io non so da dove venite”.

…e pochi sono quelli che la trovano…

è necessario quindi percorrere la giusta via, essa però sembra ben nascosta stando alle affermazioni di Gesù. Il Signore in realtà disse che in pochi la trovano, non che sia difficile da trovare; se ben contestualizzate le sue parole ci fanno comprendere la necessità di una giusta attitudine durante la ricerca. Gli uomini infatti nella loro superbia sviluppano una grande capacità nel creare milioni di vie fasulle rifiutando di conseguenza il consiglio di Dio; dobbiamo però ricordare che: “Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili” (Giacomo 4:6), è buono quindi per noi sottometterci al consiglio di Dio. Gesù stesso mosso dallo Spirito Santo, in un impeto di gioia esclamò: “Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli! Sì, Padre, perché così ti è piaciuto” (Luca 10:21)!
La grazia di Dio quindi si manifesta non solo nell’averci aperto la porta tramite il sacrificio di Cristo, ma anche nell’averci rivelato la via per arrivarvi, Gesù infatti dichiarò: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6).
C’è quindi un’unica vera via, essa conduce alla vita (la porta), è stata indicata da Gesù, ed è originata proprio dal suo sacrificio; ci è stata chiaramente indicata da migliaia di anni!

…angusta la via che conduce alla vita…

Ancora un altro ostacolo? I discepoli che abbandonavano Gesù non lo facevano allora secondo giuste ragioni? La risposta è chiaramente “NO!”. Infatti è vero egli diceva a tutti: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a sé stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua” (Luca 9:23), è necessario però considerare che il Signore chiamando i discepoli alla rinuncia li invitava a seguire lui! In poche parole, seguire il Signore può essere difficile ma ci da garanzia della sua presenza! È quindi più che mai azzeccata la riflessione del salmista: “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza” (Salmo 23:4).

Possiamo ancora considerare un altro versetto: “Egli tiene in serbo per gli uomini retti un aiuto potente, uno scudo per quelli che camminano nell’integrità, allo scopo di proteggere i sentieri della giustizia e di custodire la via dei suoi fedeli” (Proverbi 2:7-8). Egli protegge i sentieri della giustizia. Questa è la nostra grande consolazione! è vero, la via è angusta, ma la mano di Dio è sul suo popolo che cammina per essa! Egli custodisce la via dei suoi fedeli! Dio non è mai venuto a chiedere all’uomo, debole a causa della propria natura corrotta, di essere forte come Lui! Piuttosto gli ha chiesto di camminare per un sentiero angusto, che Egli stesso avrebbe protetto! Non possiamo fare nulla con le nostre forze, ma “possiamo ogni cosa in Colui ce ci fortifica” (Filippesi 4:13)!

Fissiamo lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta!

Vogliamo quindi intraprendere con tutto il cuore il vero cammino cristiano, può sembrare difficile ma è il mezzo con cui Dio ci ha manifestato la sua misericordia. Egli ci ha indicato la via, ci ha aperta la porta e ci assicura la sua presenza, le sue forze ed il suo sostegno. Vogliamo quindi vedere in Cristo un esempio di chi, per aprirci la porta (Marco 10:45) inaugurò la via percorrendola prima di noi (Ebrei 10:20) trovando forza e sostegno nel Padre. (Luca 22:39-46)

Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio. Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo.
Ebrei 12:1-3

Chiesa Cristiana Evangelica Aprilia - Nettuno
Assemblee di Dio in Italia | Copyright © 2015
Su
Seguici su:
webdesign: Giovanni De Salvo