TEMA INCONTRO DEI GIOVANI
L’OMOSESSUALITA’

Una larga fetta di sociologi, psicologi, politici, associazioni e quant’altro, volendo a tutti i costi legittimare l’omosessualità, osano definire il fenomeno evoluzione culturale, non rendendosi conto, che quanto osano definire evoluzione altro non fa che abbassare l’uomo al gradino più basso della creazione … “al di sotto del regno animale …” (cfr. Romani 1:18-23), quindi è un’involuzione!
Dal punto di vista antropologico cos’è la cultura? La cultura, o civiltà, intesa nel suo senso etnografico più ampio, è quell’insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società. Se dal punto di vista della conoscenza o dei costumi la cultura dei popoli può cambiare, la sessualità non ha per niente a che fare con la cultura ma con il creazionismo (Genesi 1:27)!
La lotta di coloro che vogliono legittimare le unioni omosessuali è dovuta al bisogno che le coppie omosessuali siano considerati uguali alle coppie eterosessuali. La lotta la dice lunga: il profondo bisogno di uguaglianza. Non sarà una legge e un riconoscimento giuridico a rendere gli omosessuali uguali agli eterosessuali, ma solo il ripristinamento dell’ordine divino (Matteo 19:4,5). Il problema che si sta presentando in maniera preponderante oggi, ha radici antichissime, risale al principio, ed ha a che fare con la caduta dell’uomo e cioè con il peccato (Romani 1:26-32).
Qui non si tratta di omofobia, ma di dire le cose come stanno, chiamandole con il proprio nome. Il tutto ovviamente senza offendere e senza discriminare nessuno.

  1. L’ORDINE DIVINO
    Nel principio Dio creò un uomo (Adamo) e una donna (Eva). Egli non creò due uomini o due donne, neanche un maschio, una femmina e un omosessuale (Genesi 1:27,28).
    A. L’unione creata e istituita da Dio
    Quando il Signore volle creare per l’uomo un aiuto convenevole, cioè adatto a lui (Genesi 2:18), creò una persona con una sessualità definita e non in via di sviluppo o in attesa di consapevolezza (Genesi 2:21-25). La donna era (ed è!) adatta a lui e lui era adatto a lei. Presentando Eva come soluzione per ciò che manca ad Adamo il Signore dimostra che la femminilità è progettata per integrare la maschilità, in modo da realizzare qualcosa maggiore di entrambe. La sessualità di Eva si adatta a quella di Adamo, non è una mera duplicazione di quanto Adamo possiede già. Il matrimonio istituito da Dio è tra un uomo e una donna (cfr. Giovanni 10:35; Matteo 24:35).
    B. Popolazione e riproduzione
    Colui che ha creato l’uomo e la donna, è lo stesso che ha anche stabilito che “unicamente” questi popolino la terra (Genesi 1:28). In tutto il contesto biblico la riproduzione è stata sempre prerogativa di una coppia eterosessuale, pur essendoci già casi di omosessualità (I Re 14:24; Deuteronomio 23:17; Genesi 19:1-5). La maternità surrogata (utero in affitto) non ha per niente radici bibliche (Genesi 16:1-4). Agar divenne la concubina di Abramo, una specie di seconda moglie. Fu un qualcosa che Dio ha tollerato per diversi secoli ma mai approvata, in quanto il matrimonio stabilito da Dio è monogamico (Genesi 2:24; 7:13; Deuteronomio 17:17); pare che questa tendenza sia stata definitivamente abolita con il termine della cattività babilonese.
    Inoltre, un bambino o una bambina (quanti stanno nelle case famiglia in attesa di essere adottati) hanno il diritto di avere una famiglia vera, quella stabilita e istituita da Dio. La chiamano famiglia convenzionale, tradizionale o uno stereotipo, invece è l’unica famiglia vera!
    C. Fedeltà coniugale
    Un recente ddl del 25/02/2016 ha presentato al Senato la proposta di togliere dall’articolo 143 del codice civile il riferimento all’obbligo reciproco di fedeltà tra i coniugi. La senatrice che ha presentato la proposta così si è espressa: è un retaggio di una visione superata e vetusta del matrimonio. Non sappiamo quel che deciderà il legislatore, una cosa sappiamo e affermiamo: alla Parola (Matteo 19:5,6; Esodo 20:17).
    Prendiamo sempre più atto di trovarci davanti alla materializzazione di quanto profetizzato da Isaia almeno 2.650/2700 anni fa, il tempo in cui il male si chiama bene (Isaia 5:20).
  2. LE OBIEZIONI UMANE E LA CONDANNA DIVINA
    Nel mondo gay l’obiezione più comune alla tendenza peccaminosa è questa: io sono nato omosessuale, Dio mi ha fatto così, non è una mia scelta, ma la mia condizione. Per questa ragione essi non vogliono ne essere visti come diversi, né tantomeno condannati.
    Ripiegare sul Signore è quanto meno scorretto; la cosa può risollevare un po’ la coscienza, ma non è una tesi che regge di fronte al giudizio divino (I Corinzi 6:9,10).
    La Parola del Signore condanna senza esitazione l’omosessualità in ogni tempo e cultura sociale, indicandola come un male (Genesi 19:5-7; II Pietro 2:6,7; Giuda 7), quale abominio e perversione (Levitico 18:22; 20:13; Giudici 19:22; Romani 1:26,27).
    I termini greci che traducono il nostro italiano sodomita (arsenokoites) e effeminato (malakos) esprimono i seguenti significati: Sodomita > chiunque abbia relazioni con persone del suo stesso sesso, sia ragazzi che adulti; Effeminato > chi presta per compenso il proprio corpo a dei rapporti omosessuali.
    Sarebbe del tutto ingiusto il Signore, se Egli fosse il Creatore di un omosessuale, quando poi lo condanna; non è questo l’Iddio della Bibbia, Egli è il Giusto Giudice (cfr. II Timoteo 4:8).
    Alla base di questa piaga che colpisce trasversalmente la società umana, vi possono essere diverse ragioni, ma tutte sono riconducibili alla corruzione del cuore dell’uomo, il peccato (cfr. I Giovanni 3:4).
    Quanti sostengono che certuni fin da piccoli hanno atteggiamenti omosessuali e vorrebbero con questo dire che il soggetto ci è nato, questo non vuol dire che non si tratta di peccato. La Scrittura dichiara che i bugiardi sono traviati fin dalla nascita (Salmo 58:3), eppure la Scrittura stessa dice che la bugia è peccato (Esodo 20:16; Giovanni 8:44), e aggiunge che tutti i bugiardi non entreranno nel regno di Dio (Apocalisse 21:8,27). Cosa ci dice questo? Quanto è ramificato nel genere umano la corruzione provocata dal peccato (cfr. Salmo 51:5).
    Chi è in tale stato può essere liberato dalle sue tendenze peccaminose e dalla condanna divina. Certamente, il Signore accoglie tutti nello stato spirituale, morale o sociale in cui si trovano, senza pretendere che prima si mettano in ordine con la giustizia divina; questo però non implica che Egli li esenti dal ravvedimento. Il perdono divino è sempre l’inizio del risanamento da ogni corruzione causata dal peccato (I Giovanni 1:8,9).
  3. ESISTE UNA VIA D’USCITA: LA NUOVA NASCITA
    Secondo alcuni, un credente segnato da trascorsi di omosessualità potrà astenersi dalla precedente condotta, ma mai essere liberato completamente da certi pensieri dalla propria mente. Non dobbiamo dimenticare quel che dice la Parola di Dio (II Corinzi 5:17); Dio promette una potente e profonda trasformazione del peccatore, la quale opera iniziando dal di dentro, dal cuore, dalla mente per poi essere palese anche nei comportamenti (Efesini 4:17-24 cfr. Ezechiele 36:26). L’omosessuale può ricevere il perdono divino, ma anche essere trasformato nella sua natura. Da omosessuale può diventare ex omosessuale (I Corinizi 6:9-11). Questo non vuol dire che egli non sarà più tentato in tal senso, ma potrà riportare la vittoria sulla tentazione, liberandosi e rifiutando di coltivare certi pensieri (Romani 6:6,7; I Giovanni 5:1-4). Gesù è stato dato da Dio Padre alla morte della croce per ogni peccatore, anche per gli omosessuali (Giovanni 3:16); per questo motivo il nostro intento non è di giudicare chi ha tali tendenze, né tantomeno discriminarli, evitarli, ma annunciare loro l’Evangelo, potenza di Dio (Romani 1:16,17).

Scopo della Chiesa del Signore, giovani credenti compresi, è proclamare l’Evangelo di Dio e la potenza del Suo Amore. Non siamo chiamati a fare dibattiti, sociologia, psicologia, ma proclamare la Parola di Dio (II Timoteo 4:1,2). In una società corrotta e colpita dal peccato possiamo vedere il risanamento delle anime solo grazie all’Opera miracolosa della nuova nascita (Giovanni 3:3).

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