“Non sapete voi che se vi offrite a qualcuno come schiavi per ubbidirgli, siete schiavi di colui a cui ubbidite: o del peccato che conduce alla morte o dell’ubbidienza che conduce alla giustizia? Ma sia ringraziato Dio perché eravate schiavi del peccato ma avete ubbidito di cuore a quella forma d’insegnamento che vi è stata trasmessa; e, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia” (Romani 6:16-18).

Il nostro testo ci dice con estrema semplicità che non ci sono vie di mezzo, zone neutre o se preferite, zone franche. O si è servi della giustizia (termine che equivale a servi di Cristo) o si è servi del peccato. Non può essere altrimenti. In merito alle varie esperienze spirituali la Scrittura parla sempre in maniera chiara: o si è nella luce o si è nelle tenebre; o siamo stati risuscitati con Cristo o siamo ancora morti nei nostri falli e nei nostri peccati; o abbiamo la certezza della vita eterna o siamo nel dubbio e quindi non abbiamo la certezza, dunque, non siamo salvati. “Non esistono le vie di mezzo”.

Stai tu servendo alla giustizia o al peccato? Noi tutti possiamo essere o servi di Cristo o servi del peccato; o servi del peccato o servi di Cristo. Gesù stesso disse: “… voi non potete servire due padroni …”.

Se servi il peccato non puoi servire Cristo; è inutile cercare di costruire la via di mezzo. Già in tanti ci hanno provato ma non ci sono riusciti. Al tempo di Elia ci provò il re Acab: “Allora Elia si avvicinò a tutto il popolo e disse: Fino a quando zoppicherete dai due lati? Se il Signore è Dio, seguitelo; se invece lo è Baal, seguite lui” (I Re 18:21); ma questa via venne demolita. Il sincretismo religioso è una realtà attuale ma non funziona. Nessuno può servire davvero Dio e vivere nel peccato, tra l’altro, facendo come se nulla fosse. No, in alcun modo puoi pensare di far conciliare le due cose.

Fai una scelta: di chi vuoi essere schiavo (servo): del peccato che conduce alla morte o dell’ubbidienza che conduce alla giustizia. Non puoi più rimanere nel mezzo, resteresti comunque in una condizione di perdizione. Ma in questo momento stesso, dona tutta la tua vita a Gesù, consacrati davvero a Lui e vivi il tempo che ti resta per servirLo e fare la Sua volontà. Questo non vuol dire che non ci saranno lotte, prove, difficoltà, derisioni, incomprensioni, solitudine, no; ma una cosa è certa Gesù sarà con te sempre e la Sua gioia sgorgherà nel tuo cuore come una fonte che mai s’asciugherà.

Buona meditazione e buona giornata. Dio ti benedica. Pace.

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