“Il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: Non piangere!” (Luca 7:13)

In questi giorni, le notizie che vedono coinvolte molte famiglie non sono affatto positive, anzi, è facile riscontrare amarezza, sgomento, insoddisfazione, ogni genere di sofferenza ed una su tutte: la solitudine. Molti giovani pur frequentando delle amicizie riferiscono un senso di solitudine e di incomprensione alla quale non sanno dare una risposta. Diversi anche fra gli adulti, segnati dalle negative esperienze della vita, procedono nel proprio quotidiano con un senso di ansietà e tormento al quale nessuno sa dare concretamente risposta.
Una considerazione di chi versa in questa condizione è: “Mi sento solo”.
Queste parole di Gesù furono rivolte ad una donna veramente sola, una giovane vedova alla quale era appena morto il figlioletto; quale tristezza albergava nel suo cuore, quale assenza di futuro riusciva ad immaginare la sua mente, ma nel proprio dolore, in una giornata scadenzata da eventi già previsti da un cerimoniale funebre, nella sua vita apparve Gesù.
Forse ad un lettore superficiale potrà apparire l’incontro di questa donna con Gesù una casualità, ma noi credenti abbiamo fatto molteplici esperienze intorno ai preziosi attimi in cui il Signore viene a noi, e mai e poi mai, sono stati frutto di una fortuita casualità, bensì l’adempimento di una volontà precisa del Signore: volerci incontrare …!

Il Signore vedutala ebbe pietà di lei …

Il nostro Signore vede e la sua vista non si ferma alle apparenze, non si ferma alle circostanze, ma Egli ha la capacità di guardare in profondità, di leggere il tuo cuore, di conoscerne la reale condizione, se v’è sofferenza e risalire a ciò che l’ha prodotta. Ma ancora la Sua azione non si limita al vedere, ma Egli agisce! Il Suo intervento qualche volta non è proprio come lo immaginiamo, ma i suoi sentimenti d’amore e misericordia sono sempre seguiti da atti di amore e misericordia, atti dimostrati più volte dando risposta ai più vari bisogni che l’uomo abbia potuto avere nel corso della sua storia. Qual’è il tuo bisogno? Cosa ti fa essere in pena ed in pianto? Hai a chi rivolgerti?

… e le disse: “Non piangere!”

Nel Signore Gesù puoi trovare un ascolto sempre attivo, partecipato, un ascolto consapevole. Egli ha vissuto su questa terra e sa bene cosa la vita comporta ed è per questo che ha qualcosa di prezioso da darti: la vera vita. Sappi che la tua vita non è tutta qui, e la tua esistenza può avere ancora una svolta, come è stato ancora per noi: l’incontro con Gesù. Egli ha sempre una Parola buona, adatta, consolatrice, quella Parola che magari finora hai atteso invano da amici e parenti Gesù l’ha pronta per te ed aspetta che tu gli dia l’occasione per porgertela. Questa donna non si rifugiò dietro il suo dolore, non si chiuse dentro la folla dei propri pensieri, ma credendo, ricevette la Parola di Gesù.
Per questa donna, la Parola fu: “Non piangere!” Questo il Signore dice ancora a te! Non piangere più per ciò che è stato, non piangere più per quel che poteva essere ed invece non è stato, non piangere più per il tradimento subito, non piangere più per l’abbandono ricevuto… non piangere più. Cerca il Signore, Egli non è lontano da te, ma anzi è già presso la porta del tuo cuore, aprigli, ascolta il Suo invito, anche per te sarà un incontro tale da segnare la svolta della tua vita. A questa donna non fu soltanto detto di non piangere, ma la Parola fu seguita da un intervento divino: la resurrezione del figliuolo morto.
Sai, Egli è l’unico che può dirti di non piangere, perché è l’unico che può trasformare il tuo pianto in gioia (Salmo 30:11). Come per quella donna, può cambiare le situazioni più difficili e irreversibili, tue comprese. Credi in Gesù Cristo!

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