“Essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni, si meravigliavano, avendo capito che erano popolani senza istruzione; riconoscevano che erano stati con Gesù e, vedendo l’uomo che era stato guarito, lì presente con loro, non potevano dir niente in contrario.” (Atti 4:13)

Il versetto appena citato è di particolare edificazione perché in esso è racchiuso un insegnamento fondamentale per tutti coloro che, come noi, anelano servire Dio con tutto il cuore.
Si parla di Pietro e Giovanni, due uomini tenuti in grande considerazione nel mondo cristiano per il loro esempio, per la profondità dei loro scritti sacri e la loro evidentemente vasta conoscenza di Dio. Ma come erano considerati costoro agli occhi dei sapienti del loro tempo? Uomini saggi dalla grande eloquenza? Filosofi in grado di discutere con le folle utilizzando ammalianti e persuasive parole? No! Essi erano popolani senza istruzione!
In questo contesto si trovavano davanti a scribi, capi, anziani e al sommo sacerdote Caiafa, uomini di massima rilevanza tra il popolo per la loro cultura e conoscenza delle Scritture. Nasce quindi spontaneo il confronto: da una parte ci sono uomini del più alto rango della società; dall’altra dei popolani senza istruzione. Ma l’oggetto della contesa scatenava nei cuori di tutti particolari perplessità: un miracolo era stato fatto! Tutto ciò non turba anche la nostra sensibilità? E’ evidente che c’era qualcosa che andava al di la di quelli che sono i canoni umani di valutazione. Rimanevano perplessi perché il loro castello di carte stava crollando di fronte all’azione dello Spirito di Dio! Fecero loro una domanda: “con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?” (ver. 7) La risposta di Pietro fu pronta: “questo è stato fatto nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, che voi avete crocifisso, e che Dio ha risuscitato dai morti; è per la sua virtù che quest’uomo compare guarito, in presenza vostra.” (ver.10)

“«Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio», dice il SIGNORE degli eserciti.” (Zaccaria 4:6)

Quale grande esempio ci hanno lasciato questi uomini! Essi avevano compreso appieno il significato degli insegnamenti della parola di Dio, sapevano di non aver nulla da vantare davanti agli uomini, ma ciò non interessava, perché ogni vanto umano è come nulla al cospetto dell’Eterno, ed essendo consci della propria debolezza, confidavano in Dio perché la sua potenza si dimostrasse perfetta proprio nella loro debolezza. (II Corinzi 2:19) Noi non abbiamo forza e non possiamo vantare potenza per guarire o predicare, ma per la virtù di Cristo ogni cosa è possibile!

“Dell’argento e dell’oro io non ne ho; ma quello che ho, te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, cammina!” (Atti 3:6)

Allora noi cosa possiamo fare? E’ possibile che non dobbiamo fare nulla? In realtà la Parola di Dio ci mette davanti ad una responsabilità a tal riguardo. Per capire prendiamo esempio proprio dal versetto appena citato, esattamente le parole pronunciate da Pietro prima che il miracolo di guarigione avvenisse. Egli non aveva risorse da offrire a quell’uomo, certo, come affermò, non aveva denaro con se, ma non poteva nemmeno guarire quello zoppo, quindi una cosa fece: gli presentò Gesù Cristo il Nazareno, colui che poteva, e voleva, guarirlo!
Fratelli cari, se vogliamo realmente servire Dio, mentre gli uomini ci guardano con aspettativa (lo zoppo guardava Pietro aspettandosi qualcosa da lui), distogliamo da noi gli sguardi, e, indicando loro il cielo, offriamo Cristo, Colui che, seduto alla destra del Padre, guarda agli uomini con amore, per salvare, guarire e liberare. Vedremo tutta la gloria di Dio manifestarsi proprio davanti ai nostri occhi! Iddio vi benedica.

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