Sara-CarrinoRSMi chiamo Sara e ho 47 anni. Pur essendo nata in una famiglia cristiana ed aver ricevuto sani insegnamenti densi di principi biblici, utili ad impedirmi di fare scelte di vita sbagliate, all’età di 18 feci la mia personale scelta di accettare Cristo Gesù come mio personale Salvatore. Il Signore con il Suo amore ha riempito il mio cuore di pace e gioia, non nascondo i momenti difficili che ho attraversato ma in questi ho sempre visto la gloria di Dio.
Dopo circa un anno dalla mia conversione il 3 agosto del 1987 persi mia madre a causa di un embolia celebrale. Aveva solo 42 anni e da quel momento la mia vita spensierata cambiò drasticamente. Nonostante riconoscessi di non essere pronta dovetti assumere molteplici responsabilità legate alla cura della casa, di mio padre e di mio fratello maggiore anche loro aggravati dal dolore. Tuttora per quanto mi sforzi non riesco a trovare le parole per descrivere le difficoltà che affrontai in quel periodo.
Ricordo quale unica gioia avuta prima di tutto questo, l’incontro con Maurizio, un giovane della Chiesa Cristiana Evangelica di Pomezia, che aveva sperimentato nella sua vita la gloria e la potenza di Dio in quanto extossicodipendente. Dopo un breve fidanzamento decidemmo di sposarci il 30 Ottobre del 1988. Inizialmente come in tutti i matrimoni vivemmo di felicità e serenità, rallegrati dalla nascita di nostra figlia Valentina Agnese. Qualche tempo dopo purtroppo le cose incominciarono a cambiare a causa dell’allontanamento di mio marito dal Signore che lo riportò alla vecchia vita di tossicodipendente. Ancora una volta nella mia vita mi ritrovai impreparata a tutto quello che una realtà del genere comportava. Vidi la mia vita sgretolarsi pian piano, mi sentivo violentata psicologicamente e fisicamente. Quotidianamente avevo una grande paura dovendo pensare alla crescita della mia bambina e affrontando la mancanza del necessario; ma grazie a Dio, in quel periodo ebbi il sostegno di mio padre.
Nel frattempo il Signore mise in cuore ad alcuni fratelli di aiutare Maurizio ad entrare in una comunità di recupero dalla tossicodipendenza sita a Castellammare, cosa che avvenne il 28 luglio del 1994, mentre anche io e mia figlia ci trasferimmo in Calabria. Questo non migliorò la mia vita perché pur continuando ad andare regolarmente in chiesa, il mio cuore era lontano da Dio, pieno di rabbia ed odio, portandomi a vivere non più Cristo, ma una religione. Con le grandi difficoltà che affrontavamo ritrovandoci in un posto nuovo e lontano dalla mia famiglia, non vedevo altra soluzione che la morte ma, l’amore grande ed il senso di responsabilità che provavo per mia figlia mi spingevano ad andare avanti. Tutto ciò portava nel mio cuore dell’odio verso Maurizio, nonostante egli facesse la propria parte nella comunità di recupero producendo dei progressi che, per via della distanza, mi erano comunque oscuri. Fu così che consigliata dallo staff della struttura decisi di avvicinarmi di più a Maurizio così da poter partecipare ai colloqui di sostegno con le famiglie; lasciammo quindi la Calabria e fummo ospiti presso una famiglia della Chiesa Cristiana Evangelica di Gragnano. Presso la famiglia Grua, il Signore cominciò la Sua gloriosa opera in me e nella mia famiglia nonostante la mia ribellione di quel tempo nei suoi confronti, riaccendendomi la speranza e divenendo io stessa testimone di un miracolo nella vita della loro nipotina. Una mattina la sorella si presento nella mia camera con Naomi di solo 3 mesi in braccio completamente immobile, quasi morente. Portata d’urgenza all’ospedale gli fu diagnosticato un aneurisma al cervello. Operata d’urgenza superò tutto brillantemente compreso il coma farmacologico indotto per la prima volta su un neonato. Da questo miracolo, il mio cuore comincio a piegarsi davanti a Dio comprendendo che niente per Lui è impossibile, credetti che Egli era in grado di risanare il mio matrimonio togliendo dal mio cuore tutte le mie insicurezze, paure e difficoltà accumulate nel tempo nei confronti di Maurizio. Il Signore non impiegò molto ad intervenire risanando le mie ferite e mettendo al posto della rabbia che covavo dentro, amore per Lui e per mio marito, riportandoci ad essere riuniti una vera famiglia.
Sono trascorsi 18 anni e posso testimoniare che nessuna delle Sue promesse è venuta meno nella mia vita, donandomi molto di più di quello che ho chiesto. Abbiamo avuto la gioia di veder nascere la nostra secondogenita Naomi, colmando così il vuoto che mio marito Maurizio aveva nel suo cuore, per aver perso circa quattro anni di crescita della primogenita.
Non ho parole per ringraziare il mio Dio per come Egli merita… ma credo che questa testimonianza possa essere d’aiuto a quanti si sentano smarriti, in prove così grandi da pensare che non ci sia via d’uscita. Anche io mi sono sentita così ma quando ho alzato lo sguardo al cielo ed ho fatto conoscere le mie necessità a Dio, Egli ha trasformato miracolosamente le mie montagne in delle distese pianure. Desidero porgere un invito: affida tutto il tuo essere a Dio, fallo con la semplicità di un figlio verso il proprio padre e anche tu vedrai la Sua gloria rispendere nella tua vita.
Dio ti benedica!

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