Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Essi gli risposero: «Noi siamo discendenti d’Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: “Voi diverrete liberi”?» Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi.

Giovanni 8:31-36

Se c’è un termine del quale nei nostri tempi si fa davvero abuso è proprio quello di “libertà”. Spesso se ne parla, tutti la pretendono ma in pochi ne conoscono la reale natura, adattandone il significato alle varie situazioni che si vivono. Possiamo così vedere che nel mondo il senso di libertà cambia da individuo a individuo. Spesso l’idea che uno se ne fa stride con quella dell’altro, causando problemi spesso rilevanti o addirittura catastrofici. Ma la libertà è spirituale e personale, ed è per questo che Gesù stesso ha ritenuto necessario parlare della “vera libertà” (v.36); Egli conosceva bene la confusione che gli uomini hanno a riguardo.


Liberi da cosa? Vera libertà dalla vera schiavitù!

Chi commette il peccato è schiavo del peccato (v.34).

Questi uomini si ritenevano liberi perché non riuscivano a comprendere la propria condizione di schiavitù, essi erano spiritualmente ciechi (Matteo 15:14)! Gesù fece capire loro che dovevano essere liberati dalla schiavitù del peccato il quale li rendeva incapaci di fare il bene (Giovanni 8:41-42; Tito 1:16). È bene notare però che ogni uomo è nella loro stessa condizione, compresi noi, difatti, tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio (Romani 3:23 cfr. Ecclesiaste 7:20; Romani 3:10).


Liberi come? La fede nel sacrificio espiatorio di Cristo.

Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (vv.31-32).

Gesù stesso ci insegna che la libertà può essere raggiunta solo attraverso la conoscenza della verità che troviamo nella sua Parola (v.31). La Bibbia è infatti Parola di verità (2 Timoteo 2:15; Giacomo 1:18), ed è solo grazie ad essa che possiamo conoscere la verità riguardo l’uomo (Genesi 1-2), la sua condizione di peccato (Genesi 3; Romani 3:10,23), la sua incapacità di riscattare la propria anima (Salmo 49:6-10), il riscatto pagato dal sacrificio di Cristo Gesù (Marco 10:45), e la salvezza possibile esclusivamente tramite la fede in quel sacrificio (Giovanni 1:12-13). Il punto è che la Bibbia quando parla di conoscenza della verità non si riferisce ad uno sterile arricchimento intellettuale, piuttosto dobbiamo riceverla nell’intimo del nostro cuore (Salmo 51:6), dato che la verità è una persona: Cristo Gesù stesso (Giovanni 1:12; 14:6)! La Parola di Verità quindi ci presenta Gesù, colui che è la verità e l’unico vero Dio (1 Giovanni 5:20), e ci fornisce la fede per ricevere la verità nel profondo del cuore (Romani 10:17); questa fede è il dono di Dio (Efesini 2:8).


Liberi perché? Il dono della vita eterna.

Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna (Romani 6:22).

Come possiamo comprendere da questo verso, la vera libertà ha un fine: la vita eterna! Il peccato, quand’è compiuto, produce la morte (Giacomo 1:15). La vera libertà quindi è un’offerta di vita per gli uomini schiavi del peccato, infatti Cristo Gesù, “la vita” (Giovanni 14:6), è Dio Eterno tre volte Santo ed il nostro peccato ci ha inevitabilmente separati da lui (Isaia 59:2) portandoci, se non confidiamo in lui, alla morte seconda, l’eterna separazione da Dio (Apocalisse 21:8).

Possiamo quindi vedere che la schiavitù non ha a che fare con la nostra condizione (sociale, politica, territoriale, comunitaria), ma con la nostra posizione nel cospetto di Dio. Non è materiale, piuttosto è spirituale e per questo reale e di fondamentale importanza. In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte (Giovanni 8:51).


Finalmente liberi! Libertà da vivere.

Chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare (Giacomo 1:25).

In ultima analisi possiamo notare come la Parola di Dio ci parli di una libertà non semplicemente ricevuta, ma vissuta. Gesù stesso nei versi citati parla di vero discepolato (Giovanni 8:31), Paolo evidenzia che liberati dal peccato siamo fatti servi di Dio e della Giustizia (Romani 6:18, 22). A dispetto delle convinzioni di molti la libertà non è soltanto un dono, ma una vera e propria condizione spirituale. Infatti siamo stati trasportati nel regno del suo amato Figlio (Colossesi 1:13), e quindi ci muoviamo e viviamo in esso. Il cristiano dunque persevera nella Parola (v.31), cioè si conforma ad essa (Giosuè 1:8) con la forza che Dio fornisce (1 Pietro 4:11). Senza santificazione nessuno vedrà il Signore (Ebrei 12:14) infatti essa è frutto della nostra comunione con Cristo (Giovanni 15:5)!

Vogliamo quindi ottenere la vera libertà ricevendo la verità di Cristo rivelata nella Parola di Dio e vivere in essa, ottenendo il fine della fede, la salvezza delle anime nostre (1 Pietro 1:9) e di chi incontreremo nella nostra vita. Questa è la nostra preghiera personale per noi e per chiunque avremo modo di conoscere.

Dio vi benedica.

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